PROVE STORICHE…


Parlando del cristianesimo, spesso si sentono illazioni che lo definiscono un’invenzione dell’uomo per controllare le masse. 

Atei e pagani, scettici e anti-cristiani, non perdono mai l’occasione per screditare e attaccare la Bibbia, mentre il mondo ignorante cade nelle dicerie e dismette giorno per giorno la Fede nel Creatore.

Gli stessi cardinali moderni considerano questo divino testo, una visione obsoleta di un racconto profetico. Parole da interpretare a piacimento di chi le legge. 

Eppure ci sono scoperte storiche che urlano l’esatto contrario… scoperte studiate dall’antropologia, non dai mediocri teologi moderni di oggi che usano Dio per mettere in mostra se stessi. 

Questa scienza racconta una verità che getta basi solide sull’esistenza di Cristo e della Sua crocifissione, ma anche sul buio totale avvenuto dopo la Sua morte. Sono delle prove indelebili dipinte su pietra secoli prima da aborigeni che non conobbero Gesù. 

Matteo l’evangelista, racconta con estrema fedeltà il momento cosmico in cui il buio si manifestò su tutta la terra.  Descrive un'oscurità soprannaturale dall'ora sesta (mezzogiorno) alla nona (le tre del pomeriggio). Un versetto che molti credono sia una parabola, come di consuetudine istruiva lo stesso Cristo, alla quale danno un significato umano, interpretando razionalmente ciò che non può essere interpretato umanamente; scettici  invece lo considerano una mitologia che usano per screditare l’unica vera dottrina. 

Come poteva l’evangelista sapere che il buio si era manifestato ovunque e non solo in quella regione, se non fosse stato ispirato dallo Spirito Santo?!?

Ma di questo mistero mondiale ci sono prove inconfutabili tenute nascoste per la loro autenticità.

Quando gli esploratori britannici nel XVIII secolo cominciano l’invasione di un continente isolato dal resto dell’umanità per migliaia di anni, scoprirono l’Australia e scienziati antropologi, missionari cristiani, incontrarono gli aborigeni di questo continente: tribù con racconti ancestrali che conoscevano Dio e il Figlio, senza aver mai letto o conosciuto la Bibbia, ma soprattutto che riportavano nelle loro grotte con dipinti incisi quelle “ore di buio”. 

Dobbiamo premettere che gli aborigeni possiedono quella che gli scienziati definiscono la tradizione orale più accurata e ininterrotta, ovvero quella tramandata. Orfani nella scrittura, adottavano i geroglifici per trasmettere la loro storia, ma soprattutto raccontano di generazione in generazione il loro credo. 

Per questo Gesù volle che la sua religione fosse tramandata dagli apostoli nei quattro angoli del mondo; volle che i sacerdoti ispirati dallo Spirito Santo portassero ai fedeli l’essenza del Credo Cristiano, affinché non si perdesse la Sua religione: una unica inconfutabile cattolica e apostolica.

Nulla è per caso, Dio nella sua perfezione, tutto ha fatto perfetto. Mentre Satana nella sua invidia, tutto ha imitato.

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che gli aborigeni australiani hanno registrato perfettamente eventi climatici e astronomici per millenni.

Se andiamo a leggere le loro memorie riguardo al sole, raccontano un evento cosmico terrificante in un giorno specifico in cui un’oscurità profonda cadde sulla terra senza preavviso. Un episodio in naturale e prolungato, dove gli uccelli smisero di cantare e gli animali notturni uscirono a cacciare a metà giornata, dove il terrore si impadronì delle tribù che descrissero l’episodio come una eclissi che tale non era. 

La chiesa non parla più di Verità, eppure avrebbe molte strade per dilapidare i dubbi e forgiare nuove conversioni. 

Invece cerca di dare nuovi significati, costruendo presupposti sbagliati e sabbiando le prove. Sembra che la sua primaria missione sia diventata quella di indebolire la Parola di Dio, considerandola stantia e mai confutata con un registratore.

Scomoda ai piani mondialisti, è l’unica religione che il demonio deve distruggere e questo dovrebbe bastare per farvi capire che è l’unica vera. Altrimenti perché solo questa e non altre consorelle sono prese così di mira?!?

I primi linguisti missionari cristiani che all’epoca impararono i complessi dialetti delle varie tribù australiane, fecero una scoperta senza precedenti: agli aborigeni non era necessario spiegare Dio, il Padre creatore. Essi lo conoscevano!!!

Conoscevano il Creatore di tutte le cose, colui che risiede nei cieli e che osservava le azioni degli uomini. Colui che aveva mandato una figura, un essere spirituale che scese sulla terra per camminare tra gli uomini ed insegnare loro la legge morale; conoscevano Gesù Cristo, pur non avendolo mai conosciuto fisicamente.

La figura che i missionari cristiani aprendo la Bibbia gli fecero conoscere come il Figlio inviato dal Padre per rivelare la Verità era la stessa che gli anziani delle tribù conoscevano e avevano inciso sulle loro menti. 

Come potevano popolazioni isolate da oltre 40 secoli conoscere il fondamento trinitario, senza conoscere i Vangeli o la Bibbia??

Tra queste incisioni che parlano la storia di queste tribù, una mostra la figura di un essere supremo che non è né seduto, né impugna armi, ma ritto su se stesso  ha le braccia allargate come a formare inequivocabilmente l’immagine della crocifissione. Siamo nel cuore della valle di Hunter, nascosta nella boscaglia, c’è la famosa grotta di Bajme. Dove questa grandissima e antichissima incisione sovrasta tutta la caverna. 

Gli aborigeni conoscevano e credettero  pur non avendo mai visto, mentre noi cristiani che abbiamo visto ancora dubitiamo e non crediamo.

Questa memoria ha origine millenaria, ma non  è l’unica: ci sono cronache trovate in Cina durante la dinastia AN, ci sono iscrizioni in Grecia, tutte che raccontano le storie del Vangelo di Matteo in Israele. 

La crocifissione di Gesù non è un evento locale e nemmeno un incidente politico; il figlio dell’uomo appeso su quel legno, ha coinvolto il mondo intero che è testimone di quando Dio Padre ritirò la Luce e l’oscurità non colpì solo Gerusalemme. 

Cristiani mediocri, tiepidi, insipidi e superficiali, Gesù vi sta richiamando perché i tempi sono maturi per la scelta definitiva, non vi obbliga a scegliere il Paradiso, ma vi obbliga a scegliere: “o con Me, o contro di Me”, perché non vi lamentiate dicendo di non aver  saputo.

In fin dei conti nella lettera ai romani si legge che Dio non ha mai lasciato nessun popolo orfano della Verità. Mentre  la verità viene sottomessa all’uomo che rinnega il Padre e preferisce riconoscersi orfano per non perdere gli onori di Satana.

La cristianità non è un costrutto culturale che varia a secondo dei tempi e della modernità.

Sia  lodato Gesù Cristo


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